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Comunicato stampa: Le precisazioni dell'Unione dei Comuni sull'applicazione del contratto nazionale di lavoro della Polizia Locale

Il17/06/2014

LE PRECISAZIONI DELL’UNIONE DEI COMUNI SULL’APPLICAZIONE DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO DELLA POLIZIA LOCALE

DOLO - Questo il commento dei vertici dell’Unione dei Comuni ‘Città della Riviera del Brenta’ a seguito delle notizie recentemente riportate da parte della stampa locale in ordine all’applicazione del contratto di lavoro nazionale disciplinante le attività della Polizia Locale.

“Si precisa che l’Unione dei Comuni ‘Città della Riviera del Brenta’ ha regolarmente pagato ai lavoratori le parti accessorie del contratto, ovvero l‘indennità di turno, i servizi serali e domenicali e le maggiorazioni contrattuali stabilite dal contratto nazionale. La parte pubblica comprende la situazione di malessere dei lavoratori, non solo della Polizia Locale, ma di tutti i comuni, in quanto il continuo proliferare di leggi restrittive sulle spese del personale e i controlli che a vario titolo vengono effettuati sulla spesa di personale, stanno producendo i suoi effetti anche nei comuni e nelle Unioni che fino ad ora hanno gestito con molta oculatezza le risorse pubbliche in quanto, su questo tema come in altri, non si è distinto tra enti virtuosi ed enti non virtuosi. Il numero dei dipendenti in questi territori, in rapporto ai cittadini e ai servizi resi, è storicamente tra i più bassi d’Italia ma nonostante questo si continuano ad equiparare tutti i comuni d’Italia agli stessi obblighi. Nel nostro caso questo genera tensioni in quanto le nostre realtà, per allinearsi alla restante parte della nazione, avrebbe la necessità di dover assumere del personale, cosa che è avvenuta l’anno scorso con una sola unità in più presso il Comando della Polizia Locale, e questo a fronte di un pensionamento presso un altro settore.

L’ingresso del Comune di Campa Lupia, che si auspica a breve possa essere seguito da altri comuni, comporta un riallineamento delle parti contrattuali accessorie rispetto alle quali è vietata una qualsiasi forma di incremento, situazione puntualmente rispettata dall’ente. Anche in questo caso non vi sono adeguate norme che facilitino l’adesione di nuovi enti all’Unione, nemmeno, si pensi al paradosso, si trattasse di comuni obbligati dalla legge.

La stessa contrattazione nazionale è ferma al gennaio 2009, situazione che riflette la crisi economica che sta attraversando il paese.

La parte pubblica è impegnata ad essere vicina ai lavoratori in un percorso sempre più difficoltoso per la finanza pubblica e in quadro di vincoli sempre maggiori, riconoscendo gli sforzi e la disponibilità finora data alle amministrazioni e ai cittadini”.

Dolo, 17 giugno 2014